I2YSB QSL Manager

 
I2YSB is the manager of the following stations:TL8TT-3XY1T-5ZØL-9QØHQ-9Q1KS-TY1AA-9J2T-TO2TT-XT2TT-TT8TT-9G5TT-9G5XX-9L1X-6O0N-6O0CW-5M2TT-5U1A-5U2K-5U3T-5U4R-5U5A-5U6W-5U7B-5U7JK-5U8B-5U9C-5U0T-5W0SB-5V7TT-FO/I2YSB,IH9/I2YSB-J20MM-J20RR-TU2T-TX4PG-ZK3SB- HI3/IK2GNW,HI9/IK2GNW,ZK1NCI,ZK1GNW,FO/IK2GNW, 3B8/IK2GNW,5R8GN,8Q7PA,9M2/IK2GNW, 9M6/IK2GNW,9M/IK2GNW,D61NW,FG, FH,FJ,FR,FW/IK2GNW,J79W,KH6,KH8/IK2GNW,S79GN,T29GN,V73/IK2GNW,VK9GNW
 
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ZK3SB Tokelau Nukunonu Is. e 5W0SB W.Samoa Savaii Is.


Al mattino del 10 febbraio 2004 partiamo per l'aeroporto di Milano Malpensa
accompagnati dall'amico Carlos IK2YRA (ex LU4AE).
La spedizione per Tokelau è così composta:
Silvano I2YSB, Flaviano I2MOV, Marcello IK2DIA, Carlo IK1AOD. Abbiamo 250 kg di bagaglio suddiviso in 7 colli, ciascuno di noi ha inoltre un bagaglio a mano di 7 kg dove teniamo il materiale più fragile, le radio
ed i computer portatili. Dopo circa due ore arriviamo a Londra Heathrow, facciamo il check-in per Los Angeles - Apia Samoa e superiamo il rigoroso controllo dove ci fanno
togliere anche le scarpe. Undici ore dopo a Los Angeles siamo invitati a ricuperare tutto il nostro bagaglio per portarlo al controllo. Non troviamo purtroppo i due contenitori
delle antenne, non potendo aspettare in eterno il loro arrivo, decidiamo di andare al controllo con i cinque bagagli grossi più quelli a mano.
Ma con nostra sgradita sorpresa ci dicono che i bagagli fuori misuraarrivano da un'altra parte dove noi purtroppo non possiamo più ritornare. Flaviano pensa di ricorrere ai poliziotti di origine messicana: spiega cosa è successo ed uno di loro entra a ricuperare i due colli mancanti. Superiamo il rigorosissimo controllo, ogni bagaglio viene aperto ed
ispezionato minuziosamente,poi andiamo al controllo di quello a mano: sulla cerniera e maniglie di ogni borsa ed all'interno viene strofinato un batuffolo di cotone immerso
precedentemente in un liquido. Questo batuffolo, toccato solo con delle pinzette, viene poi sottoposto ad una analisi in una macchina.Per noi nessun problema, tutto è OK.
Ripartiamo in ritardo in direzione di Apia-Samoa, sempre con la stessa compagnia aerea, la Air New Zealand, arriviamo dopo altre undici ore di volo. Ad Apia, aeroporto di Faleolo, sono le ore due di mattina, andiamo immediatamente a cambiarci nella toilette, il caldo e l'umidità sono altissimi, ci mettiamo le ciabatte ed i pantaloncini corti. Dopo quindici minuti sentiamo una imprecazione di Flaviano: un grosso insetto nero volante lo ha morsicato nella parte bassa della gamba destra, esce del sangue.
Dopo aver cambiato gli Euro in Dollari Neozelandesi e Tala, andiamo con due
taxi ad Apia che dista circa 35 km. Sono le ore 7 di mattina, dovremmo ritirare i biglietti per la nave diretta a Tokelau che partirà alle ore 8,30. La nave per Tokelau parte dal porto di Apia ogni quindici giorni circa.
Purtroppo Mr.Maka, che ci aveva promesso 4 cuccette sulla nave ed il visto per Tokelau, non è in ufficio, dicono che dovrebbe arrivare, ci consigliano di andare al porto vicino alla nave di nome Tokelau. Sono le ore 8 ma di Mr.Maka neppure l'ombra, i passeggeri cominciano a salire, chiediamo informazioni ma i nostri nomi non risultano compresi
nell'elenco. Silvano mostra una e-mail di questo Mr.Maka per convalidare quanto detto, ci pregano di aspettare che lui arrivi.  Finalmente lo vediamo, capiamo dalle sue vaghe spiegazioni con il comandante della nave, che si era dimenticato di farlo...!!! Siamo sgomenti, ma un funzionario di Tokelau ci prega di aspettare, che ci avrebbero inserito a mano in fondo alla lista dei passeggeri. Nel frattempo arriva il nostro amico Atsu 5W1SA col quale ci accordiamo di rivederci al ritorno da Tokelau. Purtroppo nella nave non esistono cabine, saremo costretti a sdraiarci sulpavimento come tutti gli altri passeggeri. Partiamo finalmente con un'ora di ritardo, la barca di 35 metri balla in modo terribile. Silvano rimane nella parte bassa della nave mentre Flaviano va in quella alta e si siede su una panchina di legno, l'unica rimasta libera.Tutti gli altri passeggeri sono muniti di materassini di gomma che adagiano
sul pavimento. Non passa molto tempo che Silvano si arrampica imprecando sulla scaletta, arriva di sopra completamente bagnato, era stato investito da un'ondata.
Decidiamo di rimanere al piano superiore, si balla di più ma almeno non saremo bagnati dalle ondate. Questo era il nostro desiderio, ma durante la notte si scatena un violento
temporale e così anche gli altri ricevono la loro dose d'acqua. Finalmente, dopo 30 ore di navigazione, arriviamo all'atollo di Fakaofo, il primo dei tre atolli che costituiscono Tokelau. La nave si fermerà per tre ore e noi dovremo scendere per ritirare la
licenza ZK3SB. La nave è ferma in rada, scendiamo a bordo di una barca a fondo piatto per superare la barriera corallina. Al Ministero delle Telecomunicazioni di Fakaofo ci dicono che la licenza è pronta ma si trova sull'isola Fenuafala, siamo preoccupati, ma Mrs. Tai ci rassicura, sono solo 20 minuti di barca, Fenuafala fa parte dell'atollo di Fakaofo. Dopo una buona mezz'ora veniamo in possesso della tanto agognata licenza: prendiamo quindi la barca a fondo piatto e risaliamo sulla nave che
ripartirà verso l'atollo di Nukunonu, la nostra destinazione. Partiamo alle ore 18 ed arriviamo in vista di Nukunonu alle ore 22,30; si dice che sbarcheremo domani mattina verso le ore 9. Siamo rassegnati ormai a passare un'altra notte senza dormire quando improvvisamente il comandante decide di sbarcare i passeggeri che desiderano scendere, i bagagli arriveranno domani mattina.
Dal porto di Nukunonu arriva la famosa barca a fondo piatto, ci imbarchiamo,
è buio pesto, la nave dirige i suoi fari verso la barriera corallina, dicono che sia molto pericolosa. Arriviamo alla barriera ed aspettiamo l'onda giusta, poi con il motore al massimo la superiamo e finalmente siamo a Nukunonu. Ci aspetta Luciano Perez il titolare dell'Hotel Luana Liki, finalmente potremo dormire in un letto, tra aereo e nave abbiamo perso ben tre notti di sonno. Durante la notte si scatena un forte temporale, scopriremo che sarà così tutte le notti, siamo nella stagione delle piogge, in compenso di giorno c'è quasi sempre il sole. Al mattino, mentre Silvano, Marcello e Carlo, preparano le radio che avevamo nel bagaglio a mano, Flaviano si reca al porto ad aspettare l'arrivo dei sette grossi bagagli assistendo e partecipando ad una antica usanza di Tokelau. Al porto è presente Mr.Pio Tuia, il capo dell'isola, venuto ad accoglieredei personaggi importanti che sbarcheranno dalla nostra nave, mette loro una
corona di fiori sulla testa, e dopo il discorso offre una ciotola di liquido da bere.  Flaviano che si trovava in disparte viene invitato a bere una ciotola di questa calda bevanda chiamata coconut milk soup, gli viene spiegato che è un ottimo rimedio per rimettersi dallo stress del viaggio. Mr. Pio dice di sapere tutto sulla nostra disavventura e ci invita a recarci
urgentemente da Mr. Lafaele comandante della Polizia locale per sistemare la questione del visto e ci augura di avere un buon soggiorno a Tokelau. Mr. Lafaele timbra i nostri passaporti, gli paghiamo i biglietti di andata e ritorno della nave e tornati all'hotel cominciamo a montare le antenne.
Per prima viene montata la SteppIR 2 elementi direttiva e poi la verticale SteppIR che userà Flaviano I2MOV da una stanzetta dell'hotel facendo esclusivamente CW.
Silvano I2YSB, Marcello IK2DIA, Carlo IK1AOD, opereranno l'altra stazione dotata di amplificatore lineare Rake ed antenna direttiva; poiché opereranno in SSB decidono di andare in una casetta vicino al mare, distante circa 30 metri dall'hotel per non disturbare gli ospiti durante la notte. Da questa postazione si opererà anche in 160 metri ed in 80 metri come pure in RTTY. Iniziamo le trasmissioni alla sera del giorno 13 di febbraio, (14 mattina in Europa).Qui l'energia elettrica è quasi sempre presente, il buon Apolo interrompe giornalmente il generatore dalle ore 16 alle 17, deve fare manutenzione utilizzando i pezzi di ricambio del generatore di riserva per riparare
l'altro che è in funzione. Qualche volta l'interruzione dura anche due o tre ore ma non manca mai in altri orari.
Flaviano ha la gamba destra color rosso fuoco e viene deriso dagli altri per avere preso una scottatura solare. Ma lui accusa anche dei capogiri e suda
moltissimo. Luciano gli spalma dell'olio di cocco sulla gamba bruciata dal sole.
Arriva il sabato mattina e non troviamo la colazione, così sarà anche la domenica, per rispettare il precetto festivo nessuno lavora, tutti vanno in chiesa alla messa, lo impariamo a nostre spese, vuol dire che per il prossimo fine settimana non dovremo dimenticarci di procurare le provviste alimentari. Alla domenica Flaviano è molto preoccupato, il piede è gonfio e non gli entra più la ciabatta, cammina zoppicando e nel punto della morsicata esce del siero. Al mattino di lunedì, venuto a sapere che al St.Joseph Hospital c'è un
medico tedesco, parte immediatamente in direzione dell'ospedale. Quando il dottor Manfred Bednarzik di Dresden finisce di visitargli la gamba gli dice: Flaviano si tratta di un affare serio, non sei stato bruciato dal sole ma hai una infezione da stafilococco che l'insetto ti ha trasmesso. Gli insetti preferiscono i molto bianchi come te e me, io stato stato punto qualche mese fa e ci sono volute tre settimane per guarire. Tu hai una febbre altissima e ti durerà per almeno 5 giorni. Appurato che la pressione era perfetta, che non c'erano problemi di allergie, gli ha praticato una iniezione endovenosa di antibiotici, disinfettato la ferita e dato 33 capsule antipiretiche da prendere ogni 6
ore, più una crema per la gamba. Manfred lo rassicura, questa infezione non è assolutamente dovuta a Dengue, l'ultima epidemia di Dengue risale a tre anni fa.
Al momento del commiato gli dice: non devi assolutamente camminare per almeno tre giorni, devi tenere la gamba in orizzontale e mettere continuamente borse con acqua gelata.Qui non ci sono automobili ma ti farò portare a casa dall'unico camion con
gru che sta al porto. Ogni giorno Manfred andrà all'hotel a visitare Flaviano e si stabilirà tra i due un ottimo rapporto di amicizia; Manfred ha accettato una proposta dal Ministero della Sanità della Nuova Zelanda ed è venuto a Nukunonu nel dicembre 2003, rimarrà fino a luglio 2004, dopo tornerà con la famiglia a
Dresden. Nel frattempo i QSO continuano da entrambe le stazioni, di giorno non si
sente nulla con la verticale, ma Flaviano non potendosi muovere cerca lo stesso di racimolare qualche QSO e collega anche Udo DL9HCU che si trova a Tuvalu come T20HC/QRP. In compenso Silvano lavora i 160 metri e gli 80 metri dall'altra stazione dotata di lineare ed anche durante il giorno Marcello e Carlo riescono a trovare delle aperture facendo QSO in SSB. Flaviano opera principalmente in 30 e 40 metri CW. Nel frattempo anche Ula, una ragazza che lavora all'hotel, e Luciano, proprietario dell'hotel, avranno anche loro dei problemi di infezione alle gambe e gli faranno compagnia  quando giornalmente andrà all'ospedale per le medicazioni. Di notte continuiamo a fare QSO, si dorme per pochissime ore, il caldo e l'umidità sono altissimi, siamo sempre appiccicati di sudore. Non sempre la propagazione ci permette di sentire l'Europa, ci saranno dei giorni che faremo fatica a sentire USA e JA; purtroppo il ciclo solare è in rapida discesa. A Samoa avevamo comperato diverse bottiglie di acqua minerale sapendo che a Tokelau non c'è acqua, ma avevamo fatto male i conti, nel giro di tre giorni siamo rimasti senza ed abbiamo dovuto bere l'acqua piovana che ogni notte veniva raccolta in apposite cisterne collegate alle grondaie dei tetti. Mentre Silvano, Marcello e Carlo mettevano della amuchina come disinfettante, Flaviano ormai si era adeguato a bere quella che veniva preparata per i pasti e che conteneva solamente delle polverine al sapore di limone o altro.  Del resto l'alta temperatura e la febbre si potevano
combattere solamente bevendo molto.
Nell'hotel c'erano parecchi gechi che a volte cadevano sul letto, nella casetta della fonia invece una notte è entrato un uomo ubriaco che si è buttato a dormire sul pavimento, russando profondamente fino al mattino inoltrato, con sommo piacere di Silvano e Marcello. L'innocuo ubriaco si chiama Thomas ed è un cittadino di Tuvalu. Al sabato successivo siamo stati invitati ad un pic-nic in una isola dell'atollo assieme a tutte le persone dell'hotel, c'era anche Manfred e famiglia. Avvisato da Manfred che c'erano molte zanzare Flaviano si protegge indossando il "lavalava" prestatogli da John. Per attraversare la laguna di Nukunonu occorrono circa 30 minuti di barca a motore, la massima profondità dell'acqua è di 300 metri, le varie gradazioni di azzurro del mare sono fantastiche. Sull'isola disabitata ci sono moltissimi simpatici paguri di ogni
dimensione. Abbiamo mangiato il coconut crab, una squisitezza, al ritorno, sulla spiaggia, Manfred ha sostituito la medicazione bagnata di Flaviano. Silvano, rimasto alla radio, ci informa che il lineare non funziona, non va più in stand-by, ma rimane continuamente in trasmissione. Siamo disperati, non si potranno più lavorare le bande basse ed inoltre i QSO saranno sicuramente inferiori. Silvano decide di commutare manualmente l'antenna dal lineare al trasmettitore, collega un commutatore di antenna che bisognerà continuamente ruotare per passare dalla ricezione alla trasmissione.  Anche durante la ricezione il lineare erogherà una certa corrente che non potrà andare
all'antenna, commutata sul ricevitore, ma che farà surriscaldare la valvola ceramica finale. Del resto questo era l'unico sistema per poter utilizzare l'amplificatore lineare.
Faremo dei turni dato che è un sistema massacrante, ci ritroveremo tutti e quattro con le vesciche sulle dita della mano sinistra.
I contatti del commutatore saranno poco per volta bruciati a causa del forte
surriscaldamento. Ci informano che il 26 marzo arriverà una nave con il carburante ma senza passeggeri e quindi non potremo ripartire, dovremo rimanere sull'isola fino al 01 di marzo. Avevamo fatto bene a prenotare il volo di ritorno per il giorno 08 marzo. Per radio informiamo il nostro amico Atsu 5W1SA di andare all'hotel Seipepa di Apia per spostare la prenotazione dal 27 febbraio al 02 di marzo. Telefonare è un grosso problema, proviamo varie volte alla Teletok, che deve chiamare la Nuova Zelanda e poi l'Italia via satellite, purtroppo il più delle volte inutilmente. Anche mandare una e-mail è piuttosto problematico, bisogna aspettare la persona incaricata che non sempre è presente, quando il tutto riesce bisogna però pagare come minimo 5 minuti di satellite. Durante il giorno facciamo amicizia con la simpatica e fraterna gente
locale: l'isola principale di Nukunonu è di circa 100 metri per 1 km. Ci sono 300 abitanti di cui 185 sono bambini che frequentano le scuole primarie. Silvano consegna a Luciano delle matite e materiale didattico, nonché un CD relativo alla nostra precedente spedizione a Nuku Hiva; questo materiale è destinato ai bambini della scuola. Conosciamo alcuni insegnanti, Deborah una neozelandese e Kosema un locale.
Deborah ci ringrazia, i bambini hanno molto gradito le matite ed il CD delle Marchesi.
Quando incontriamo i bambini per strada ci salutano affettuosamente e ci abbracciano.
Saranno i primi a chiamarci per nome usando la facile, per loro, parola di saluto "ciao".
Kosema un giorno invita Flaviano a scuola con somma gioia dei ragazzini che si divertiranno ad imparare alcune frasi di italiano. A Nukunonu non c'è TV, non ci sono mezzi di informazione, la popolazione locale molto unita si organizza per giocare a rugby senza mischia, a volley-ball, ed a cantare. Siamo invitati a visitare una radio FM che trasmette solo musica e qualche preghiera, questa è condotta da tre ragazze: Litia, Mena e Lupe. Un giorno Litia invita Flaviano a cantare vicino al porto, tutte le persone
sono sedute con le gambe incrociate; una donna vestita di bianco lo invita a leggere dal suo libro ed a cantare con loro; leggere la lingua polinesiana è molto facile per noi italiani, la pronuncia è uguale, capire invece è piuttosto arduo. Ma la donna gli traduce in inglese il significato delle loro canzoni e quando arrivano Silvano, Marcello e Carlo, attratti dai canti, notano che ormai lui fa parte del coro. Silvano corre in hotel a prendere la videocamera e registra le canzoni di Tokelau. Ad un certo punto questa donna dice a Flaviano: tu sei mio amico e la prossima danza verrà eseguita in vostro onore ! Al termine della danza siamo tutti commossi, applaudiamo e riceviamo abbracci dai partecipanti.
Tokelau è veramente un luogo incantevole. Un giorno c'è un violento temporale con vento fortissimo che ci costringe ad abbassare l'antenna verticale per evitare che si spezzi, questa operazione avverrà per ben tre volte. Inesorabilmente le due settimane passano, si avvicina la data della
partenza, venerdì 27 febbraio arriva Udo DL9HCU di Hamburg. La nave Tokelau ripartirà in giornata per l'atollo di Atafu e poi domenica 29 marzo ritornerà a Nukunonu. Udo è alloggiato nel nostro hotel, tutti gli anni lui compie questo giro del
Pacifico che dura circa 6 mesi, ha 8 licenze: C21HC, T30HC, T20HC, 5W1VE, ZK3HC, 3D2HC, ZK1HCU, ZK1HCC.Trasmette con 5 W ed un'antenna filare per tre bande 30 m, 20 m, 15 m. Principalmente opera in CW con un microscopico tastino autocostruito e con una radio di dimensioni ridottissime; si rifiuta di mandare le sue licenze al DXCC e quindi chi lo collega non potrà usare la sua QSL per richiedere avanzamenti con questo diploma. Si tratta di una persona molto simpatica e di carattere, esperto conoscitore
del Pacifico. Udo ci raccomanda di stare molto attenti con la partenza della nave, anche se è programmata per partire lunedì potrebbe molto facilmente partire di
domenica senza dirci nulla. Rimaniamo sgomenti quando ci dice che lui viene qui da sei anni e che per ben quattro anni a causa della nave ha perso l'aereo a Samoa.
Udo dice che nel Pacifico la normalità è una eccezione...! Verso la fine della settimana Marcello dichiara di avere la febbre: Flaviano viene incaricato di accompagnarlo all'ospedale; si tratta anche per lui di un inizio di infezione dovuta alla rottura di una vescica al piede; anche in questo caso Manfred presta gratuitamente e con meticolosità la sua professione di medico. Nel frattempo i proprietari dell'hotel, assieme a Manfred, organizzano una pesca notturna, ritorneranno con tre squali, proviamo ad assaggiarli ma nonne siamo troppo entusiasti, la carne è stopposa ed il curry copre tutti i sapori. Qui a Nukunonu si mangia esclusivamente pesce tutti i giorni, non c'è altro,
per verdura si mangiano delle lunghe foglie cotte chiamate "LU", al momento
esistono solo le noci di cocco, le altre piante di frutta, vale a dire papaie e banane, sono state completamente distrutte dal tremendo ciclone del
06 gennaio 2004. Per evitare inconvenienti decidiamo di andare a turno a controllare la nave: domenica mattina Flaviano incontra Filippo il comandante e gli chiede se la nave partirà domani oppure oggi pomeriggio; Filippo conferma che partirà lunedì mattina alle ore 8,30.
Ma al pomeriggio di domenica la nave non è più in rada, Udo forse aveva ragione, dopo qualche ora ci tranquillizzano, sono andati a pescare ! Al lunedì mattina siamo al porto, cominciano a caricare i bagagli grossi, Juliana la bambina viene a metterci in testa le corone di fiori, siamo pronti per salire quando dalla nave dicono che i nostri 7 grossi bagagli sono privi del talloncino di pagamento. Tutti salgono a bordo mentre Flaviano è incaricato di correre alla Polizia a pagare 3 Dollari Neozelandesi per ogni bagaglio. Quando ritorna la nave è pronta per la partenza: un caloroso abbraccio a
Manfred ed Hella venuti di proposito a salutare, a Pio, a Luciano, a Ula, a Udo ed a tutti gli amici dell'isola. Dalla barca e da terra è un continuo agitare di mani, una scena molto
commovente. Riprendiamo il viaggio, Silvano, Marcello e Carlo saliti in precedenza hanno
trovato un pezzo di pavimento dove sdraiarsi, Flaviano purtroppo non sa dove mettersi, invitato da Litia si accomoderà sulla solita panchina di legno vicina al fumaiolo dove arrivano bollenti sbuffi di fumo puzzolente di nafta. Ci fermiamo come al solito a Fakaofo e dopo qualche ora si riparte in direzione di Apia, di notte un forte temporale ci bagna come nel viaggio precedente, la ragazza vicina a Flaviano inizia a vomitare, tutti accusano nausea ed improvvisamente anche Silvano segue la stessa sorte degli altri.
Bambini e donne vomitano, pare un girone dell'inferno di Dante. Flaviano che aveva una bottiglia di acqua minerale si accorge che è rotolata in mare per un forte rollio della nave. Finalmente arriviamo al porto di Apia dopo 32 ore di navigazione, avevamo il
vento a favore. La dogana di Samoa è estremamente rigorosa, ci apre tutti i bagagli e leborse a mano: ci domandiamo cosa possono cercare alle persone provenienti da
un paese dove non c'è nulla. Andiamo all'hotel Seipepa, che delusione, ci sono dei bungalows (fales) vicinissimi uno all'altro, sopra passano i fili dell'energia elettrica, non c'è un minimo spazio per poter mettere l'antenna verticale. Ci raccomandano di non tornare a piedi per la stradina dell'hotel ma di prendere un taxi, eventualmente di mettere dei sassi in tasca, a causa dei moltissimi cani randagi che mordono le persone. Ma che bella Apia, la capitale di Samoa, nell'isola di Upolu! Durante la notte è impossibile dormire per i latrati e gli ululati dei cani, decidiamo di andarcene immediatamente. Per non pagare tutti i giorni prenotati andremo in un villaggio collegato all'hotel Seipepa che si trova nell'altra isola, cioè a Savaii. Prima però andiamo al Ministero ed otteniamo la licenza 5W0SB, poi con due taxi ci facciamo accompagnare dall'altra parte dell'isola di Upolu dove partono i ferry-boat. Purtroppo oggi 03 marzo i grossi traghetti sono fermi, riusciamo a partire con uno piccolo dal nome di Lady Ursula.
Ci vogliono quasi due ore per arrivare a Savaii, indi partiamo con altri due taxi in direzione del Tanu Beach Fales distante 45 km. Savaii è una delle isole più ad ovest del Pacifico, al di là dell'isola passa l'immaginaria linea del cambiamento di data, ci troviamo nel posto con maggior ritardo, 12 ore in meno rispetto all'Italia. Appena arrivati ci assegnano due fales (bungalows) con una sola lampadina
elettrica, privi di presa elettrica.  In compenso qui c'è molto spazio per poter mettere l'antenna. Chiediamo una presa elettrica per poter usare la radio, ci consigliano di
andare nel grande fales dove tutti si riuniscono, lì ne esiste una. Montiamo l'antenna verticale, ed iniziamo a trasmettere con soli 100 W, principalmente in CW, attorniati dai curiosi ospiti del villaggio. Durante le cinque notti ci sono stati numerosi temporali, con continue mancanze di energia elettrica, sia di giorno che di notte per parecchie ore.
Al villaggio sono presenti numerosi ospiti di Australia, Austria, Canada, Germania, Spagna, Svizzera, Svezia. Al sabato sera ci sarà il Fiafia, una danza in onore degli ospiti, dato che ci fermeremo solo 5 giorni questa volta sarà dedicato a noi. Le donne danzano, sono completamente unte di olio di cocco, viene anche eseguita una bella danza del fuoco.  Alla fine ci daranno un mazzo di fiori. Quando viene il momento di pagare ci dicono che non accettano carte di credito, vogliono solamente la moneta locale, cioè il Tala. Siamo quindi costretti, per almeno due volte, ad andare al porto per
cambiare facendo 45 km con un bus che passa dal villaggio.All'ultimo giorno Silvano chiede il conto e con sgradevole sorpresa gli vengono chiesti 250 Tala di energia elettrica per la radio.  Sono la bellezza di 85 Euro per 5 giorni di energia elettrica, uno sproposito ! Litigando riusciamo a ridurre la cifra a 100 Tala (34 Euro), una cifra
comunque sempre esagerata. Al lunedì mattina 08 di marzo partiamo per il porto, prendiamo la nave per Upolu ed alle ore 14 arriviamo all'aeroporto di Faleolo dal quale partiremo alle ore 22,45. Prima dell'imbarco verrà Atsu, 5W1SA, a salutarci.Come ultima sgradevole sorpresa al controllo dei bagagli a mano, il capo del  controllo sequestra 8 pile tipo AAA a Flaviano, dice che sono troppe, gliene vuole lasciare solo due nonostante nella sua macchina fotografica digitale Jenoptik ne occorrano 4 per funzionare. Flaviano ne passa 2 a Carlo e così risolve il problema ma il tipo è furioso.
Al momento dell'imbarco sull'aereo si vendica con Carlo e gli sequestra la borsa a mano contenente una delle radio ed il piccolo computer con il pretesto che si tratta di materiale non conforme al trattato di Varsavia del 1955. Da tutte queste cattiverie di comportamento si è capito chiaramente che il tipo voleva esclusivamente impossessarsi delle pile altrui. Finalmente partiamo da Samoa, non molto soddisfatti del trattamento
ricevuto; come era diversa Tokelau, la rimpiangiamo sinceramente. A Los Angeles finalmente ricuperiamo la borsa a mano sequestrata a Samoa, finiti tutti i controlli molto accurati abbiamo il permesso di portarla con noi come già era avvenuto nel viaggio di andata.  A Londra prendiamo Alitalia e finalmente alle 12,35 del giorno 10 di marzo arriviamo a Milano Malpensa dove ci aspetta il nostro amico Carlos IK2YRA. A Milano sta nevicando e fa piuttosto freddo ma non importa, potremo alla fine riposarci dalle fatiche del viaggio. A tutti noi rimarrà per sempre un gradito ricordo delle belle giornate
trascorse con gli amici di Tokelau, grazie a tutti per la vostra fraterna accoglienza, fakafetai ! 73, Team 


Somalia Galkayo Hospital

Pantelleria Is.