I2YSB QSL Manager

 
I2YSB is the manager of the following stations:A82Z-A82X-5X3C-5X3E-9X0T-9X0Y-TJ2TT-J5T-TL8TT-3XY1T-5ZØL-9QØHQ-9Q1KS-TY1AA-9J2T-TO2TT-XT2TT-TT8TT-9G5TT-9G5XX-9L1X-6O0N-6O0CW-5M2TT-5U1A-5U2K-5U3T-5U4R-5U5A-5U6W-5U7B-5U7JK-5U8B-5U9C-5U0T-5W0SB-5V7TT-FO/I2YSB,IH9/I2YSB-J20MM-J20RR-TU2T-TX4PG-ZK3SB- HI3/IK2GNW,HI9/IK2GNW,ZK1NCI,ZK1GNW,FO/IK2GNW, 3B8/IK2GNW,5R8GN,8Q7PA,9M2/IK2GNW, 9M6/IK2GNW,9M/IK2GNW,D61NW,FG, FH,FJ,FR,FW/IK2GNW,J79W,KH6,KH8/IK2GNW,S79GN,T29GN,V73/IK2GNW,VK9GNW
 
Home
9G5TT 9G5XX DXpedition Ghana Abokwa Is. AF084

Sono trascorsi parecchi anni da quando abbiamo iniziato a viaggiare con le nostre radio allo scopo di consentire al maggior numero possibile di radioamatori di mettere a log un country più o meno raro.Dopo essere stati in Africa alcune volte, l’ultima in Sierra Leone nell’ottobre 2008, eravamo orientati a cambiare finalmente la nostra destinazione verso qualche entità nell’Oceano Pacifico. Sfortunatamente, un sole particolarmente pigro non ci gratifica con un numero sufficiente di macchie per avere una ragionevole propagazione sulle bande alte e ciò non incoraggia ad affrontare un lungo e costoso viaggio solo per avere a log, alla fine, poche migliaia di qso pertanto, ancora una volta siamo stati costretti a ridimensionare le nostre ambizioni e ad orientarci verso un country relativamente vicino ad Europa ed USA, magari non così raro da essere in alta classifica nei “most wanted” ma abbastanza raro da farci divertire. Naturalmente il “libro dei sogni” è sempre aperto con alcune pagine in particolare evidenza ma paesi ove vorremo andare sono tuttora inaccessibili.È comunque vero che ci si può ugualmente divertire anche se un paese non è ai vertici della classifica.Una spedizione bene organizzata può fare attività su tutte le bande e ci sono molti radioamatori,giovani e meno giovani di licenza, che sarebbero felici di mettere a log su molte bande e in vari modi,un paese esotico ove normalmente l’attività radio è scarsa.Lo abbiamo già sperimentato nelle precedenti spedizioni in Sierra Leone e Djibouti, da dove abbiamo messo a log numeri di qso e di nominativi “unici” molto superiori alle aspettative. E quando è possibile fare attività da un country che è anche referenza IOTA, ’interesse suscitato nella comunità radioamatoriale è sorprendentemente alto.Clicca per ingrandire foto
Alla luce di queste osservazioni, quando Stefano IK2HKT trovò Abokwa Is. AF-Ø84 in Ghana,il progetto venne immediatamente approvato. L’isola dista 350 km da Accra ma non è che uno scoglio lungo 100m e largo 20. E’ distante circa 1 km dalla costa e può essere raggiunto a nuoto, per chi ne è capace, ma è assolutamente inospitale, solo rocce, arbusti e un paio di palme ed assolutamente inadeguata ad ospitare una spedizione DX. Ma Stefano, alla fine, scoprì un confortevole resort sulla terraferma proprio di fronte all’isola che subito eleggemmo a nostra base per la attività principale, pianificando di andare sull’isola solo alcune volte.
Chi ha familiarità con l’Africa, con le sue genti e con la burocrazia locale, può immaginare quanto possa essere complicato ottenere la licenza radioamatoriale. Quello che da noi è possibile ottenere in pochi giorni, laggiù richiede settimane o mesi, dozzine di telefonate, ed email. E alla fine, dopo aver scomodato anche qualche italiano in Ghana che cortesemente si rese disponibile ad aiutarci recandosi personalmente presso gli uffici del ministero P.T., finalmente le licenze furono rilasciate, una per ogni operatore. E non rimanemmo particolarmente sorpresi nello scoprire che due call erano stati trascritti male, rinunciando a chiedere la modifica per non allungare ulteriormente i tempi. Era, infine, più semplice per noi usare 9G5TT dalla terraferma e 9G5XX dall’isola. Possiamo dire, dopo aver realizzato varie spedizioni DX, di essere ormai piuttosto esperti circa gli aspetti logistici, abbiamo imparato come imballare le nostre attrezzature ottimizzando i pesi. Clicca per ingrandire la foto.
Viaggiando all’estero abbiamo accumulato una grossa esperienza che ci viene continuamente utile per evitare brutte e costosissime sorprese da parte delle compagnie aeree che sono sempre più rigorose nel rispetto dei pesi. Ma abbiamo, ancora una volta, imparato a nostre spese che c’è sempre qualcosa da scoprire!Se guardiamo alle spedizioni DX del passato, possiamo ricordare quanto pesanti erano gli apparati e le antenne però fortunatamente la tecnologia progredisce velocemente ed oggi sono disponibili apparecchiature molto leggere e con prestazioni d’eccellenza.Il K3 Elecraft ne è un buon esempio dal momento che in meno di 4 kg racchiude un RTX con prestazioni superbe.Abbiamo lavorato molto sulle antenne per ridurne il peso, l’alluminio è ormai quasi scomparso, rimpiazzato da tubi in fibra di vetro.
La “Spiderbeam” è una antenna multibanda realizzata in tubi di vetroresina e fili di rame, molto leggera e facile da montare. Abbiamo modificato la versione base aggiungendo ulteriori 2 elementi per i 10 Mhz, in modo da evitare di portare una ulteriore verticale per tale banda.Per i 3,5 e 7 Mhz abbiamo realizzato una bi-banda verticale utilizzando una leggera canna da pesca alta 15 metri, avvolgendo del filo attorno ad essa in modo da trovare il punto di risonanza nella banda degli 80m. Utilizzando alcuni 
distanziatori abbiamo appeso un filo parallelo al tubo, sufficientemente lungo per ottenere la risonanza in 40m. Collegando i due fili insieme alla base si può alimentare l’antenna sulle due bande con un solo cavo. 
Clicca per ingrandire la foto.Solo la L invertita per i 160m è tuttora fatta in alluminio ma, per contenere il peso, abbiamo importato dagli USA dei tubi in lega speciale, molto sottili, flessibili e resistenti. Va detto che le soluzioni qui descritte sono destinate all’impiego specifico e non è richiesto loro di resistere per lungo tempo al vento o ghiaccio e neve, per noi è sufficiente che resistano un paio di settimane
al sole dell’Africa.Non siamo ancora riusciti, però, a contenere sensibilmente il peso dei lineari. Anche utilizzando gli Acom, che non sono certo tra i più pesanti, non siamo riusciti a rimanere al di sotto di 28 kg, inclusi i contenitori, che significa essere ancora 5 kg sopra il peso massimo consentito. Una possibile alternativa sarebbe quella di utilizzare amplificatori “solid state” ma, a parte che sono ancora pochi i modelli presenti sul mercato, questi sono ancora piuttosto costosi e ci sono ancora non poche preoccupazioni circa la loro affidabilità, tenendo
presenti i rischi che si corrono nel corso di una spedizione DX, come verrà descritto più avanti. Un amplificatore a valvole, tipo l’Acom 1000, è robusto, semplice ed essenziale, non facile a danneggiarsi anche se sottoposto a condizioni di esercizio molto severe. E se qualcosa succede, è spesso possibile ripararlo sul campo, senza la necessità di possedere approfondite cognizioni di elettronica, avendo l’accortezza di portare un piccolo set di parti di ricambio. Si può dire lo stesso di un amplificatore a stato “solid state” e relativo alimentatore switching?Il viaggio verso Abokwa è stato piuttosto lungo, siamo partiti da Milan Malpensa giovedì 12 nel primo pomeriggio con la Royal Air Marocco per arrivare a Casablanca ed attendere lì per 7 ore prima del volo finale verso Accra.
 Clicca per ingrandire la fotoAbbiamo approfittato della lunga sosta per navigare in rete, usando una wi-fi locale, e per telefonare al resort e verificare che tutto fosse stato predisposto al nostro 
arrivo, previsto alle 03,00 del mattino. Ci era stato assicurato che tutto sarebbe stato organizzato ma non si può mai sapere, in Africa. Una volta arrivati ci siamo resi conto che le nostre preoccupazioni erano mal riposte,gli autisti del bus ci stavano pazientemente aspettando, come convenuto, nonostante il passaggio attraverso la dogana fosse durato oltre un’ora. Infatti una signora,ufficiale di dogana, di fronte ai nostri 400 kg di tubi e contenitori, pretendeva di trattenerci fino all’arrivo del suo superiore, atteso in tarda mattinata in quanto, secondo lei, i documenti di accompagnamento che ci aveva rilasciato il Ministero P.T. del Ghana non erano firmati e timbrati correttamente. Solo dopo una lunga trattativa, condotta da Stefano e Donato, la signora acconsentì al nostro passaggio, non senza pretendere un cospicuo deposito cauzionale. A malincuore non ci rimase che pagare, convinti che mai più avremmo rivisto quei soldi e grande fu la nostra sorpresa quando, alla nostra partenza, scoprimmo di esserci sbagliati. Ci vogliono 5 ore di viaggio in bus per raggiungere il Busua Beach resort, prima attraversando una Accra ancora addormentata e ciò nonostante piena di vita notturna e poi percorrendo l’arteria principale che conduce alla Costa d’Avorio, trafficatissima in ogni ora, intasata da autotreni, auto, gente a piedi, con frequenti posti di blocco sorvegliati dalla polizia, almeno una decina. Sono circa le 9 del mattino quando arriviamo al resort e benché tutti noi fossimo in deficit in atto di ore di sono, l’eccitazione sovrastò la stanchezza e incominciammo subito ad installare le nostre attrezzature in modo di essere in aria al più presto. Alle 13,51 il primo qso in 18 Mhz fu a log e mentre un operatore iniziava ad operare,gli altri si dedicavano a montare le altre due stazione e prima del tramonto eravamo operativi  anche in CW e RTTY. Iniziata la normale attività, il giorno successivo lavorammo per ultimare l’installazione, realizzando anche una rete locale e un link per internet, dal momento che la connessione nel business center dell’hotel non era adeguata.Per attivare l’isola occorreva noleggiare un generatore e affittare una barca per il nostro trasporto sull’isola, il tutto senza dimenticare di essere in Africa quindi nessuna sorpresa se, dopo vari contatti e conversazioni, nessuno si presentò agli appuntamenti negli orari stabiliti.  Clicca per ingrandire la foto
Solo il giorno successivo qualcuno si presentò con un piccolo generatore che però si rifiutò di avviarsi. Ancora un giorno perso prima che qualcuno arrivasse a riparare il motore. Si trattava di un piccolo generatore, sufficiente ad alimentare un K3 a 70W di potenza, il PC portatile e una lampadina. Ciò nonostante, con il prezzo spuntato dopo una lunga trattativa, in Italia, lo stesso generatore lo avremmo acquistato nuovo! Ma questa è l’Africa…Una scena simile si ripeté al momento di affittare la barca, una lunga trattativa con un pescatore locale per concludere al 50% del prezzo iniziale, con una cifra che per loro doveva certamente rappresentare una autentica fortuna!Un primo approdo fu fatto per esplorare l’isola e decidere come installarci. Decidemmo di iniziare le operazioni nel tardo pomeriggio in modo da poter sfruttare la propagazioneverso gli USA.
Guadagnare il mare aperto non è così semplice come può sembrare. I pescatori locali usano
delle barche in legno lunghe e strette ma le onde oceaniche, piuttosto alte, facilmente entrano a bordo quando le barche sono vicine alla riva. Fortunatamente i contenitori impermeabili hanno svolto egregiamente il loro compito, il loro costo, benché elevato, si è rivelato un buon investimento quando abbiamo constatato che non una goccia di acqua salata era entrata all’interno nel momento in cui essi venivano quasi sommersi.L’isola è il rifugio notturno di centinaia di gabbiani e rimanervi fino alle 23 non è stata cosa facile poiché gli uccelli, i veri padroni di casa, anche se non aggressivi, cercavano di difendere il loro territorio bombardandoci col guano. Eravamo protetti abbastanza bene sotto una capanna naturale di grosse foglie contro il bombardamento dei gabbiani ma non a sufficienza per reggere l’attacco di milioni di moscerini! I segnali erano davvero forti e il pile-up con gli USA molto intenso, segno che l’acqua salata attorno all’isola permetteva di esaltare le prestazioni della 2 elementi yagi.
Quando la barca ritornò a prenderci per portarci sulla terraferma avevamo messo a log 750
qso, non male considerando la potenza di uscita di soli 70 W.
Nei giorni successivi,
tenendo conto delle difficoltà a condividere il territorio con gabbiani e moscerini, decidemmo di operare dall’isola solo la mattina, anche per facilitare gli OM europei. Alla fine, dopo aver operato per 4 volte da AF-Ø84, incluso un fine settimana, furono messi a log 2520 qso in 14 Mhz e speriamo con questo di aver reso felici numerosi cacciatori di isole. Sulla terra ferma le operazioni si svolgevano ininterrottamente nelle 24 ore, operando da 3 stazioni dislocate in edifici distanticirca 50 metri tra loro per evitare le interferenze reciproche. Le stazioni CW ed SSB, dislocate in 2 appartamenti diversi erano equipaggiate ciascuna con la “spiderbeam” 6 bande, la verticale per 40 e 80m e, vicino alla stazione CW, la L invertita per i 160m. Clicca per ingrandire la foto.
Un terzo appartamento fu dedicato ai modi digitali, operando in RTTY solo in 20m e come
“jolly” sulle altre bande utilizzando una antenna verticale a 7 bande ed un amplificatore solid stare da 500W. Per la ricezione delle bande basse fu installata una “Pennant” per la stazione in fonia mentre per quella in CW una “EWE” e una “Diamond Loop”.Le 3 stazioni erano collegate tra loro mediante un link wi-fi che ci permetteva di sincronizzare i 3 log e poter “chattare tra noi. Tutto questo si è mostrato molto utile per tenere d’occhio l’operatività delle rispettive stazioni,le bande, i rate, mettendoci in condizione di coordinare i cambi di bande e sfruttare le aperture della propagazione. Purtroppo però, una volta raggiunti circa 31.000 qso, cominciarono i problemi sulla sincronizzazione dei log e fummo costrettia disattivare la rete per evitare che un messaggio di errore apparisse ogni volta che un qso veniva messo a log. Prendemmo contatto con N1MM che ci assicurò che avrebbe risolto il problema nella successiva release del programma, informazione da tenere presente per la prossima spedizione DX. Internet è un supporto fantastico, quando disponibile. Avevamo concordato col resort la connessione alla rete ma le interruzioni erano frequenti e lunghe, anche per un giorno o più. È per questo motivo che il log-on-line, a volte non è stato aggiornato con continuità. Un ulteriore problema che ci ha seriamente afflitto è stata la irregolarità nella fornitura dell’alimentazione elettrica. Le interruzioni erano frequenti e quando il resort era collegato alla rete nazionale, la tensione era attorno a 180V ma saliva a 250V quando erano in funzione i generatori locali. Questo ci ha dato grossi grattacapi perché dovevamo tenere i jumpers delle tensioni collegati in modo da proteggere gli amplificatori quando la tensione era troppo alta ma, d’altra parte,
rischiando di alimentare le valvole con una
tensione anodica troppo bassa. 
Clicca per ingrandire la foto.Il giorno peggiore fu sabato 21, quando una dozzina
di interruz
zioni misero fuori servizio entrambi gli amplificatori Acom 1000. Al primo fu necessario a sostituire la valvola ceramica, probabilmente danneggiata dallo shock termico sofferto a causa delle interruzioni di corrente.Nel secondo il guasto fu più difficile da risolvere in quanto riguardava la commutazione di antenna e neppure la sostituzione del relè sottovuoto fu risolutiva. Solo dopo numerosi scambi di mail e telefonate con la Acom in Bulgaria e una modifica circuitale da loro suggerita, fu possibile ripristinare le condizioni operative. È doveroso ringraziare la Acom e inparticolare Stan, sempre paziente e competente, per il tempestivo supporto che ci è stato fornito. E dobbiamo anche ringraziare la competenza in logistica di Silvano, se la valvola ed il relè erano presenti nella lista dei ricambi.Neppure i K3 furono immuni da problemi, quando avviene una interruzione nell’alimentazione, l’apparato si spegne immediatamente senza poter eseguire la regolare procedura di spegnimento e questo può avere qualche influenza sul sofisticato software di queste radio. E infatti, dopo reiterate interruzioni nell’alimentazione, alcune funzioni risultarono alterate, ma in modo diverso su ciascun apparato, tanto che fummo costretti a scambiarli tra loro spostandoli nella stazione ove l’anomalia non creava problemi. Ancora una volta fummo costretti a ricorrere al supporto esterno contattando la Elecraft in California con l’aiuto di Piero W1NA, un sentito grazie anche a loro per l’aiuto che ci hanno dato. Possiamo però rassicurare i fans del K3, poiché una volta arrivati a casa e ricaricato il software originale, tutti i problemi, per incanto, sparirono. Nonostante questi problemi e la nostra mancanza di esperienza (abbiamo imparato che bisogna portarsi appresso una copia del software originale e i tools per il download) possiamo confermare che il K3 è dotato di un ricevitore eccezionale, che dà il meglio di se in presenza di segnali difficili, come quelli che ci si trova a gestire nelle bande basse, che da noi erano molto rumorose.
Avevamo i filtri di banda da usare per evitare interferenze tra le stazioni ma un paio
si
danneggiarono probabilmente a causa di qualche commutazione anomala durante le interruzioni di corrente. Ciò nonostante fummo in grado di operare anche senza i filtri talvolta sulla stessa banda con 3 stazioni, il che conferma l’efficienza del front - end del K3, in grado di ricevere anche in presenza di forti segnali adiacenti. La mancanza di macchie solari ha un effetto negativo sulla propagazione nelle bande alte e di questa situazione abbiamo sofferto molto. Frequentemente inserivamo spots sul cluster segnalando la nostra presenza in 21, 24 o 28 Mhz nelle ore più favorevoli ma raramente abbiamo trovato le bande aperte. Le bande basse invece erano molto rumorose e spesso completamente chiuse per alcune ore durante la notte. Anche usando la EWE e la Pennant il rumore rimaneva troppo elevato e non ci consentiva di ricevere i segnali deboli. Clicca per ingrandire la fotoSapevamo che il nostro segnale era abbastanza forte in Europa, USA e Giappone ma il nostro problema era quello di riuscire a ricevere i segnali deboli, solo la Diamomd Loop consentiva di abbattere sufficientemente il rumore, specialmente in 160 metri ed è grazie a questa antenna che siamo riusciti a mettere a log molti dei 600 qso realizzati nella top band. Avevamo il materiale per stendere 2 “beverages” ma non c’era sufficiente spazio per stenderle nelle giuste direzioni pertanto abbiamo dovuto desistere.C’è sempre qualcosa da imparare da ogni viaggio e questa volta abbiamo capito che bisogna evitare di organizzare una spedizione DX durante la settimana che precede il contest CQWW. La ragione è che in preparazione di questa gara ci sono in aria stazioni agguerritissime e potenti che mettono a punto i loro set – up nei giorni che precedono il contest, rendendo talvolta le bande piuttosto affollate. Una di questa stazioni, molto bene attrezzata, era dislocata in Sierra Leone, non lontana da noi. Spesso la ascoltavamo alle prese con furibondi pile up slit, che a volte si sovrapponevano al nostro. Questo accanimento a voler lavorare questo country ci ha sorpreso alquanto poiché in Sierra Leone c’eravamo stati l’anno prima mettendo a log 42.000 qso! Due settimane sono lunghe ma passano trascorrono velocemente ed infine arrivò il momento di mettere la parola fine alla nostra spedizione DX. Avevamo messo a log 39.300 qso e riteniamo sia stato un buon risultato tenendo conto della propagazione, che non ci ha aiutato, e dei vari problemi tecnici che abbiamo dovuto affrontare. Il resort si era rivelato una autentica perla nel nero dell’Africa, confortevole, calmo, pulito e gestito in modo efficiente ed amichevole. Non sarà facile per noi dimenticare la lunga e semideserta spiaggia dove si poteva camminare scalzi per ore, la disponibilità del personale, evidentemente non abituato ad avere come ospiti per 2 settimane un gruppo di pazzoidi che stendevano chilometri di fili ovunque.
E come dimenticare il cibo, dozzine di aragoste e chili di pesce per la soddisfazione
del
nostro palato. Alle 17,00 dell’ultimo giorno salimmo sul bus per Accra, ancora 5 ore di tragitto stavolta senza aria condizionata dato che il condizionatore si rompeva poco dopo la partenza, e con la temperatura costantemente sopra i 30 gradi il nostro viaggio non fu affatto confortevole. Arrivati in aeroporto, fummo gradevolmente sorpresi nel recuperare la cauzione pagata all’arrivo. 
Clicca  per ingrandire la fotoPerò la brutta sorpresa ci attendeva al banco di
accettazione d
ella Royal Air Marocco dove il funzionario capo ci costrinse a pagare una consistente sovrattassa per l’eccesso di peso. In effetti i due contenitori dei lineari pesavano 28 kg contro i 23 consentiti. Non servì a nulla contestare che il totale del peso era ben al di sotto del massimo consentito perché lui volle considerare il peso per singolo passeggero. Sarà una semplice coincidenza ma la somiglianza con il funzionario che un anno prima ci tassò per extra peso in Sierra Leone era semplicemente straordinaria…..Per concludere, è doveroso un ringraziamento speciale alla stazione pilota IK7JWY Arturo che pazientemente ha curato l’aggiornamento del log – on – line e ci teneva costantemente informati sui feedback che giungevano sul forum HAMRADIOWEB.Vogliamo infine ringraziare tuttigli amici, organizzazioni e club che ci hanno aiutato a realizzare questa DXpedition

Team 9G5TT 9G5XX
 
  

Somalia Galkayo Hospital

Pantelleria Is.