I2YSB QSL Manager

 
I2YSB is the manager of the following stations:A82Z-A82X-5X3C-5X3E-9X0T-9X0Y-TJ2TT-J5T-TL8TT-3XY1T-5ZØL-9QØHQ-9Q1KS-TY1AA-9J2T-TO2TT-XT2TT-TT8TT-9G5TT-9G5XX-9L1X-6O0N-6O0CW-5M2TT-5U1A-5U2K-5U3T-5U4R-5U5A-5U6W-5U7B-5U7JK-5U8B-5U9C-5U0T-5W0SB-5V7TT-FO/I2YSB,IH9/I2YSB-J20MM-J20RR-TU2T-TX4PG-ZK3SB- HI3/IK2GNW,HI9/IK2GNW,ZK1NCI,ZK1GNW,FO/IK2GNW, 3B8/IK2GNW,5R8GN,8Q7PA,9M2/IK2GNW, 9M6/IK2GNW,9M/IK2GNW,D61NW,FG, FH,FJ,FR,FW/IK2GNW,J79W,KH6,KH8/IK2GNW,S79GN,T29GN,V73/IK2GNW,VK9GNW
 
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9L1X DXpedition

Era la metà del mese di Febbraio del 2007 quando stavamo rientrando dalla Dxpedition a Mucha Island (Djbouti) e in attesa di prendere l’aereo che ci avrebbe portato a casa, già stavamo pensando dove andare la prossima volta.
La fantasia spaziava nei country most wanted della lista DXCC anche se in molti di essi è quasi impossibile ottenere una licenza radioamatoriale.
Smaltita  il pile up e comodamente seduti davanti al nostro PC abbiamo cominciato a girare in lungo e in largo con Google Map fino a che il mouse non si è fermato su un country non certo “most wanted” ma dall’aria invitante… siamo in Sierra Leone e l’occhio si dirige subito nella parte sud del paese dove, guardando bene, scopriamo un certo numero di isole; verifichiamo la pagina web del diploma IOTA per inserire i nomi che abbiamo trovato. Con grande sorpresa notiamo che Sherbro Island (la più grande e apparentemente la più vicina alla terra ferma) ha solo il 2,8% di conferme tra i partecipanti al diploma.

Stefano IK2HKT inizia ad  approfondire la ricerca di informazioni.
Sherbro Island è situata nel distretto di Bonthe, una provincia del sud della Sierra Leone. L’isola è separata dall’Africa dal fiume Sherbro nella parte settentrionale e dallo stretto di Sherbro nella parte orientale. E’ lunga 50 Kilometri, larga circa 24 Kilometri e con una superficie di circa 370 kilometri quadrati.
La parte sud dell’isola era utilizzata il secolo scorso come porto di Freetown ed era un animato centro commerciale ma attualmente si trova in totale abbandono.
Sull’isola si contano circa 9000 abitanti di diverse etnie e religioni ma questo non comporta nessun tipo di rischio: la gente vive in pace con se stessa e con la natura. Non esistono ne macchine ne strade asfaltate, la popolazione vive solo di pesca e l’unica struttura ricettiva dell’isola è il Bonthe Holidays Village, composto da 6 bungalows ognuno dei quali composto da 3 camere con bagni indipendenti. All’interno del resort c’è un ristorante e una sala congressi. La struttura viene utilizzata da appassionati di pesca d’altura provenienti da tutto il mondo in quanto la laguna di Sherbro è ricca di diverse specie ittiche.
Una ulteriore ricerca permette di individuare l’indirizzo e-mail della responsabile del Bonthe Holidays Village  alla quale scriviamo immediatamente per esporre la nostra idea. La signora è entusiasta e conferma che possiamo andare sull’isola senza nessun problema… quando in Africa vi dicono che non ci sono problemi aspettatevi di averne tanti: ed infatti così è stato.
Prima e assoluta priorità era quella di ottenere la licenza: un country al di fuori dei 100 most wanted non dovrebbe presentare particolari problemi in tal senso ma, come dicevo prima, siamo in Africa!
Il tempo passa e siamo ai primi di Aprile quando troviamo indirizzo e-mail e numero di telefono della persona incaricata al rilascio delle licenze.
Tutto pare andare liscio e decidiamo di  annunciare la nostra prossima
Dxpedition programmandola per fine Gennaio inizio Febbraio 2009; ma gli inconvenienti non si fanno attendere: innanzitutto dobbiamo chiedere una licenza per ogni membro della spedizione, poi la nostra pratica viene smarrita, successivamente l’incaricato si è trasferito in un'altra nazione e per finire ci vieni rilasciata l’autorizzazione senza il nominativo.
Chiediamo aiuto a Massimo (ex 9L1MS ora in Liberia per lavoro) il quale gentilmente manda dei suoi amici direttamente al ministero per poter sbrogliare la matassa; nonostante il prezioso aiuto non riusciamo a risolvere la situazione.
Dopo un frenetico lavoro di e-mail e telefonate riusciamo ad ottenere le licenze ma, tanto per cambiare, ci attende una nuova sorpresa: le licenze hanno scadenza il 31.12.2008.
Ci consultiamo e decidiamo di accettare la data di scadenza a fine anno (anche perché non potevamo fare diversamente!) e, di conseguenza, organizziamo tutto per anticipare la spedizione.
Dopo una telefonata alla compagnia aerea per spostare i biglietti (già pagati!), ci viene comunicato che l’unica data possibile è quella del 9 Ottobre con rientro obbligato il 24; chiamiamo quindi la responsabile del resort per sapere se ci sono bungalows liberi e alla fine decidiamo: partiamo tra 10 giorni. Inizia il frenetico lavoro di preparazione di tutto il materiale oltre che la parte burocratica della richiesta dei visti: quasi per miracolo riusciamo ad avere tutto pronto 48 ore prima della partenza. Purtroppo Alfeo I1HJT e Carlo IK1AOD non potranno essere con noi per impegni assunti in precedenza: siamo rammaricati per questo ma i nostri due amici spingono ad andare avanti, per loro ci sarà una prossima volta.
Arriva il 9 di Ottobre e ci troviamo all’aereoporto di Malpensa per prendere il volo che ci porterà in Africa. Per questione di “peso bagagli” voliamo con Air Marocco che ci porta prima a Casablanca, poi a Monrovia ed infine a Freetown. Arriviamo in Sierra Leone alle 01:20 utc del 10 Ottobre e dopo aver sbrigato le formalità doganali (per fortuna avevamo un incaricato del resort ad assisterci altrimenti saremmo ancora in dogana a spiegare cosa fosse tutto il materiale che avevamo con noi!) ci spostiamo al Lungi Airport Hotel ove aspetteremo l’alba per poi imbarcarci per Sherbro.
Come si diceva all’inizio, pensavamo che Sherbro fosse facilmente raggiungibile dalla terra ferma ma scopriamo che la costa della Sierra Leone prospiciente l’isola e disabitata e irraggiungibile (se non tramite una strada che in questo periodo, stagione delle piogge, è impraticabile): ci aspettano 5 ore di navigazione!... Ma l’entusiasmo è alto e arriviamo sull’isola per niente affaticati.
Subito inizia il lavoro di montaggio della prima stazione, quella per l’SSB, e alle 16.45 utc del 10 Ottobre la spedizione di 9L1X è on air.
Il primo QSO con Alfeo, I1HJT, che stava aspettando pazientemente da ore il nostro segnale: sapeva che eravamo arrivati a Freetown ma poi non aveva avuto più notizie in merito al nostro viaggio in barca.
Pochi convenevoli, un po’ di nostalgia da parte sua per non poter essere con noi, e subito si scatena il pile up, ma siamo sicuri che la Sierra Leone è fuori dal 100mo posto dei mosto wanted?... O forse è l’isola che attrae gli OM di tutto il mondo? Fatto è che il pile up è subito tosto e la fatica del viaggio non aiuta certo ad essere perfettamente lucidi. Decidiamo di sospendere le operazioni, trovare un momento di relax e andare tutti a dormire per trovare la giusta carica, ci aspettano giornate intense!
La mattina seguente si inizia all’alba subito a montare la Spiderbeam per la stazione CW, poi le verticali per 40/80 e infine la verticale multibanda per la stazione di backup (che poi verrà utilizzata per RTTY solo in 20 metri). Infine un paio di EWE e una inverted L per i 160 metri.
Dopo 30 ore dal nostro arrivo sull’isola siamo perfettamente operativi su tutte le bande e con tutte e tre le stazioni: non abbiamo interferenze e riusciamo a operare contemporaneamente in 20 metri con le tre stazioni nonostante siano vicine e con potenza ragguardevole (tra i 600 e i 900 watt).
Con il passare delle ore cominciamo a capire la propagazione e affinare il puntamento delle antenne per le aree che più interessano. Unico rammarico che ogni giorno riceviamo la visita di  temporali: prima verso la serata e poi verso le 12:00 utc. L’arrivo dei temporali corrisponde ad un totale chiusura della propagazione. Quando  i temporali sono di notte  le bande basse restano impraticabili per l’ SSB mentre và meglio per il CW. Purtroppo non possiamo farci nulla e nonostante gli ottimi RTX ELECRAFT K3 dobbiamo  accontentarci di collegare solo coloro che arrivo più forte.
A parte l’inconveniente dei temporali tutto il resto funziona perfettamente: i log vengono inviati alla stazione pilota ogni mattina, con una connessione internet assai precaria ma alla fine, dopo circa 1 ora per l’invio di poche centinaia di Kbyte, le mail arrivano a destinazione! Lavoro prezioso quello delle due stazioni pilota (Arturo – IK7JWY e Gianni - IS0VSG) i quali hanno costantemente monitorato il nostro operato suggerendo i migliori orari per i numerosi sked richiesti. Nonostante questo si sprecano i QSO doppi e decidiamo di non mettere a log la seconda volta coloro che già ci hanno collegato in quella banda/modo invitando, soprattutto gli italiani, ad evitare il doppio collegamento in modo da non “intasare” il pile up.
Operativamente siamo comunque al top della forma: Vinicio (IK2CIO) gestisce egregiamente i QSO in CW trovando anche il tempo di salutare tutti gli amici senza per questo interrompere il frenetico inserimento di nominativi da tutto il mondo, Angelo (IK2CKR) riesce a tirare fuori anche i segnali più nascosti in mezzo al QRM con sapiente disinvoltura e esalta tutto il team con rate di QSO davvero impressionanti, Silvano (I2YSB) puntualmente prende in mano la situazione sfruttando la linea grigia e dando numerosissimi “new one” a stazioni dall’altra parte del globo e per finire il buon Marcello (IK2DIA) che, da esperto quale è, sfrutta ogni minima apertura per gli amici giapponesi. Anche Stefano – IK2HKT ha il suo momento di gloria sfruttando una fantastica apertura in 12 metri e riuscendo a migliorare il proprio record di rate QSO arrivando a stampare a video un numero davvero impressionante: 545 sugli ultimi 10 con oltre  230 QSO in 30 minuti (da buon ex.contester non poteva fare altrimenti!)… forse a molti questi numeri dicono poco  ma qualcuno dei più esperti può ben capire di che tipo di pile up si tratta... adrenalina pura!
Alla fine abbiamo terminato la nostra Dxpedition con oltre 41700 QSO validi 17350 unici (i doppi non li abbiamo considerati) e tantissima soddisfazione; i primi rumors che riceviamo via SMS ci confermano un plauso da parte di tutti coloro che ci hanno collegato.Il viaggio di rientro non è stato proprio rilassante: dopo una ventina di minuti che avevamo lasciato l’isola si è rotto il motore di una delle due barche e, di conseguenza, l’attraversata via mare è durata 8 ore contro le 5 previste.  All’aeroporto ci hanno tassato i bagagli per un soprappeso di 3 Kg. a testa (43 kg anziché 40 autorizzati!) e abbiamo dovuto sborsare 300 dollari !
I controlli doganali infiniti e stressanti (ci hanno perquisito i bagagli e anche personalmente 8 volte!!!) e, per completare l’avventura, il volo aereo praticamente stipato di gente di tutte le razze (e di tutti gli odori!!!)… ma vuoi mettere starsene comodamente seduti sulla propria poltrona di casa e inveire contro gli “spedizionieri” perché non ti collegano in PSK31, in 10 metri, tra le 12 e le 13 utc (perché dopo devi andare al lavoro ) e alla fine vogliono pure il rimborso per la QSL !
Ma la malattia è cronica: stiamo già cercando la prossima meta!
Un ringraziamento a tutti gli sponsor che hanno creduto in noi.
Grazie a Funk Amateur, GDXF e DL9RCF.
73, 9L1X team


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